Piante no

Contrariamente a tutta una schiera di giardinieri (o giardinicoli?) rivendico il diritto a trovare alcune piante odiose.

E’ il caso delle zinnie.

Hanno il fusto ruvido, fogliacce dure come i petali, colori accesi poco delicati e a fronte di tutto ciò si ergono pompose come se dovessero far figura di sè. In più se chiedono poca acqua (oddio soportano che gli se ne dia poca) vogliono molta sostanza organica, concime, letame per capirsi. Una voracità che almeno potrebbe dare in cambio una pianta sontuosa come le rose o le peonie. Macchè. Forse è questo che me le fa assomigliare alle zitelle. O forse perchè un tempo le “buone donne” della chiesa mettevano zinnie sugli altari?

Insieme con le zinnie mettevano le palle di neve (viburnus opulus)appena sopportabili e le terribili dalie. Le dalie puzzano, sono tronfie, facilmente più che reclinare la testa, la lasciano cader giù come un salame, han bisogno di concime e di sostegni e le han selezionate in una serie di colori improbabili …insomma un fiore plebeo, arrogante e bulimico.

Poi ci sono le tagete che hanno perso un pò di antipatia perchè rendono bene nei fiori secchi, crescono facilmente e non chiedono molto. Ma brutte son brutte, puzzano e son zitelle.

E non si possono scordare le petunie. Petunia…ma che razza di nome è? Hanno foglie poco sostenute, più erba che foglia, petali “non guardarmi che mi sciupo” e non si lasciano mettere neppure in vaso. Ovviamente non profumano. Avessero mai imparato qualcosa dai loro vicini, i gerani! O dalle ipomee, timide e simpatiche guaglione.

Poi ci sono gli astri, a mezza strada fra le dalie e le zinnie con una faccia incomparabilmente cimiteriale. Che si può fare nella vita quando il destino è così segnato? Fiori di Bach? Aurasoma? Liberazione dei chakra? Forse un pò di Hellinger therapy…

Nell’ angolo dei fiori dimenticati ci sono poi i garofani che fan pure tanto Craxi con tutta la sottospecie di garofanini, gli alissi dal non-temperamento e le viole del pensiero. Ma chi mai se le compera le viole? Non le violette odorose, no le viole che sembrano ragazze idrocefale, brutte al pari dei ciclamini da serra. Come avere le tende di pizzo di plastica.

Devo poi aggiungere le piante no-per-forza.

In testa le rose selvatiche del genere arvensis e indica . Ma a pari merito i bambú: l’ esperienza é sulla Phillostachys aurea.

Appena ho tempo aggiungo immagine…:(

Questo non vale per la Bambusa Nigra che a 4 anni dall’impianto, e in proporzione alla crescita attesa, é meno di un bonsai.